Breaking News
Home » Attualità » Il Documento ai Molisani del Forum per la Sanità Pubblica
Forum per la Sanità pubblica, documento ai molisani

Il Documento ai Molisani del Forum per la Sanità Pubblica

In un documento rivolto ai Molisani il Forum per la Sanità Pubblica ha esposto molte delle sue ragioni d’essere

Il Forum per la Sanità Pubblica in Molise nasce in maniera spontanea nel gennaio del 2016 a Campobasso come prosecuzione di un lavoro di difesa del servizio sanitario pubblico iniziato già nel 2011 e con la necessità di dare forma, struttura e sintesi all’opposizione emergente in diversi comitati locali sul territorio della regione che vedevano nelle dichiarazioni del commissario ad acta Paolo Di Laura Frattura il pericolo di una privatizzazione dei servizi sanitari.

Tale rischio è diventato sempre più concreto con lo smantellamento degli ospedali di Agnone, Larino e Venafro prima di un’eventuale riorganizzazione dei servizi sanitari sul territorio, con il blocco del turn over per il personale medico negli ospedali pubblici e soprattutto con i cospicui ed incomprensibili finanziamenti della Regione Molise alla Neuromed di Pozzilli come alla Fondazione Giovanni Paolo II e con l’ipotesi d’integrazione tra Cardarelli e quest’ultima casa di cura avallata, soprattutto da parte del presidente della giunta regionale, da una mancata staticità sismica del primo a fronte di “una struttura ospedaliera moderna e razionale, adeguata alla più recente normativa antisismica, antincendio e di sicurezza” quale sarebbe la seconda a giudizio di Frattura.

Di recente si è acquisita la dimostrazione che entrambe le strutture presentano criteri antisismici relativi all’epoca di edificazione; dunque, partendo dal presupposto che non ci sono livelli di sicurezza più o meno adeguati, dovendo garantire a tutti quello più elevato, rimane l’inaccettabilità e l’inammissibilità della scelta di spostare i reparti del Cardarelli alla Fondazione con relativo canone di affitto piuttosto che affrontare la spesa di adeguamento dell’ospedale pubblico per metterne in piena sicurezza la struttura.

Il Forum, cui intanto aderiscono il Comitato Pro Cardarelli, il Comitato Bene Comune Veneziale di Isernia, il Comitato Vietri di Larino, l’Associazione Libera Molise, Cittadinanza Attiva, l’Associazione Il Bene Comune, la CGIL Molise, diversi comitati di quartiere, molti sindaci e tantissimi cittadini della regione, decide di costituirsi come un’associazione di fatto e con l’assemblea del 26 febbraio 2016 approva un proprio statuto eleggendo a presidente il dott. Italo Testa e nominando democraticamente propri organi decisionali e di rappresentanza. Intanto elabora ed approva in assemblea delle sue “Linee d’indirizzo per un piano sanitario regionale nel Molise” e, sulla base delle proposte per una sanità pubblica equa, qualitativamente elevata e razionalmente organizzata nella rete ospedaliera e sul territorio, chiede di poter partecipare ad un confronto pubblico con il Commissario ad Acta, le istituzioni regionali, provinciali e comunali e tutte le associazioni pubbliche interessate.

Nel frattempo il Consiglio regionale, nonostante i diversi presidi del Forum, approva la modifica della legge sanitaria esistente e spiana di fatto la strada a Frattura verso la sua idea di privatizzazione della sanità nel Molise. Da allora si fa fatica ad acquisire i documenti relativi al POS; tra l’altro le proposte di qualche esponente della maggioranza in Consiglio Regionale, i tentativi di dialogo di esponenti del PD e gli incontri promossi sul territorio da Frattura si rivelano puramente accademici, demagogici e strumentali all’idea di una democrazia dell’immagine piuttosto che a quella della partecipazione. In definitiva appare chiara la linea del Commissario ad Acta di giungere all’integrazione tra Cardarelli e Fondazione che di fatto prevede lo spostamento di tutti i reparti nella struttura privata, mentre potrebbe esserci anche la privatizzazione di quelli di Cardiologia ed Oncologia. Ovviamente il Forum si oppone a tale idea escludendo l’ipotesi dell’ospedale unico come aggregazione tra Cardarelli e Fondazione che appare davvero incomprensibile sul piano giuridico, economico, sociale e politico e che tra l’altro vede già su tale progetto il giudizio critico dell’avvocatura regionale.

Per garantire in regione una sanità pubblica di qualità ed opporsi al progetto di privatizzazione della stessa come eventuale modello da diffondere a livello nazionale il Forum organizza una manifestazione a Campobasso il 18 maggio 2016 con la presenza di migliaia di persone. Da allora assistiamo a tentativi convergenti di natura politica e sociale, come le visite gratuite sul territorio, le promesse di qualche struttura qui e là senza ancora un reale progetto di organizzazione della medicina territoriale, la linea dei comitati associati a livello nazionale che si stanno smarcando dal progetto generale di difesa della sanità nelle strutture pubbliche per contrattare all’interno dell’ipotesi dei POS regionali il mantenimento di ospedali di area disagiata ai quali certo si è favorevoli, ma non senza che abbiano una reale utilità per i cittadini dei territori montani in termini di soccorso immediato, di diagnosi e di cura che davvero non sembrano ancora esistere seriamente nell’ipotesi prevista dal POS Molise.

Aspetti e problemi di natura locale, che pure esistono, vanno valutati, analizzati e risolti nella logica generale di una riorganizzazione razionale dell’intero servizio sanitario pubblico. Pertanto, come è scritto nelle linee programmatiche del Forum, si ritiene che “nella nostra Regione l’organizzazione del Sistema Sanitario debba essere pubblica e che il privato convenzionato con le proprie case di cura debba svolgere unicamente una funzione complementare e solo per alcuni servizi che le strutture pubbliche non riescono ancora ad erogare“. L’integrazione tra ospedale Cardarelli e Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso, prevista nel POS predisposto dal commissario ad acta Frattura, potrebbe rappresentare il modello da apripista per tutto il territorio nazionale. Tale progetto, pur con alcune richieste di precisazioni, avrebbe avuto l’avallo della Conferenza Stato-Regioni e del Ministero della Salute. Il 3 ottobre Frattura ha presentato un’ipotesi aggiornata del POS in cui la chiarezza illustrativa dei diversi aspetti della riorganizzazione del sistema sanitario in regione paradossalmente è ancora più problematica delle precedenti stesure, anche se persiste l’idea di una privatizzazione del servizio. Finora non ci sarebbe ancora l’OK del Ministero dell’Economia e dunque del governo; pertanto non saremmo ancora davanti ad un atto amministrativo pubblico approvato e pubblicato. Usiamo dovutamente i condizionali, perché l’informazione istituzionale in merito avrebbe bisogno, come più volte detto, di più chiarezza e trasparenza. In pratica il POS sembra entrato in una sorta di limbo politico ed amministrativo nel quale rimane tuttora.

Al momento si vorrebbe far riflettere tutti su come la difesa della sanità pubblica sia per il FORUM un obiettivo inderogabile perché  solo essa rappresenta una garanzia di equità e di gratuità soprattutto per i meno abbienti. È per questo che, pur nell’apertura al confronto non ci sarà mai la disponibilità a privatizzare servizi pubblici fondamentali come la sanità, la scuola, le comunicazioni ed i trasporti. Dev’essere chiaro a chiunque tentasse di portare il FORUM nella polemica strumentale che l’ azione e l’attività dei suoi membri ha unicamente la funzione di contribuire all’elaborazione di idee ed alla costruzione di un piano sanitario razionale e funzionale unicamente alle necessità dei cittadini; è per questo che resta inaccettabile che fondi del bilancio pubblico vengano dirottati su strutture private piuttosto che su una riorganizzazione adeguata della sanità pubblica. Proprio per proseguire nella maniera più appropriata il proprio impegno in merito, di recente l’assemblea del Forum in data 14 settembre 2016 ha deciso all’unanimità di costituirsi anche a livello di struttura giuridica secondo le modalità di uno statuto elaborato dal comitato di coordinamento e che sarà diffuso in rete prima della sua approvazione nella stessa assemblea.

Un’altra decisione unanime è stata la presa d’atto dell’impossibilità di condividere, per le ragioni sopra delineate, la linea dei comitati per le aree disagiate. Si è altresì stabilito che il Forum, lavorando per un’aggregazione di livello nazionale, si porrà con attenzione ed interesse in dialogo con tutti i comitati che stanno nascendo in Italia, situandosi tuttavia in sinergia unicamente con quelli che abbiano una strutturazione democratica, reale rappresentanza nei territori di provenienza e siano in linea con gli obiettivi definiti nel documento base del Forum stesso. Nella stessa seduta si è deliberato di pronunciarsi per il NO al referendum per la riforma costituzionale soprattutto nella convinzione di dare in tal modo un contributo fattivo alla difesa della Costituzione Italiana ed all’assetto democratico del Paese. A Frattura, che sostiene che oggi c’è chi agita le acque mistificando la realtà e tenendo azioni di disturbo dirette alla difesa di posizioni personali, occorre far rilevare che evidentemente non  conosce proprio l’identità della maggioranza degli aderenti al Forum che sono  liberi e non hanno davvero  nulla di personale da difendere. Il presidente della giunta regionale, dopo due anni di mandato in cui non ha tenuto fede alle promesse elettorali, ha lasciato incancrenire tutti i problemi della vita collettiva, non è stato in grado di delineare un sia pur minimo progetto di sviluppo, potrebbe coltivare ancora solo le virtù dell’umiltà, dell’ascolto e del dialogo; invece preferisce avventurarsi in dichiarazioni saccenti, falsamente denigratorie ed irriguardose verso chi si impegna con spirito gratuito per dare speranze ad una Regione Molise che ormai rischia perfino la propria autonomia.

La misura sembra colma; pertanto appare quantomeno doveroso chiedere con forza e determinazione le sue dimissioni immediate e quelle dell’intera giunta regionale. Ci auguriamo che il Consiglio regionale, chiamato da Frattura, unicamente in audizione, ad una seduta monotematica sull’ultima ipotesi di POS, sappia riconquistare sulla questione sanità il suo ruolo decisionale finora annullato da chi sta cercando di espropriarlo delle sue funzioni attribuite in modo verticistico ad un commissario ad acta. Il FORUM, lontano da qualsiasi forma di polemica, come nel suo stile, continuerà nella propria opera di elaborazione programmatica, disponibile al confronto, senza pregiudizi o ideologismi di sorta, ma fermo ad opporsi a qualsiasi decisione di natura verticistica e plutocratica sul problema della tutela della salute dei cittadini.

Se necessario, si chiamerà ancora l’opinione pubblica a nuove mobilitazioni nella speranza che quanti oggi restano ancora dietro le quinte rompano il silenzio e si esprimano con chiarezza su una questione come quella della sanità nell’interesse reale delle popolazioni molisane. I molisani hanno diritto a servizi efficienti che possano garantire un’adeguata qualità della vita che oggi purtroppo in regione non esiste. Il FORUM esiste per questo ed unicamente per tale obiettivo continuerà a lavorare.


FONTE: Quotidiano del Molise

commenti scritti.
GUARDA, ASCOLTA .... SCRIVI !!!
Leggi e Commenta le nostre rubriche e rimani aggiornato con un LIKE sulla nostra pagina FB

About Pietro Ranieri

Check Also

L’assessore Nagni incontra Confcommercio e il sindacato balneatori

Confcommercio Molise e il Sindacato Balneatori incontrano l’assessore Nagni per discutere della prossima stagione di …